martedì 23 aprile 2019

Libertà o schiavitù?

Ho trovato questo pensiero su FB e lo trascrivo qui perchè contiene grandi verità, anche a proposito dei famosi smartphone:

"Siamo schiavi di noi stessi

L’umanità è schiava di qualcosa o di qualcuno da quando il mondo esiste. L’uomo da quando nasce è schiavo del tempo, è schiavo del dover sopravvivere per poi essere schiavo della morte! Lo schiavismo è stato così identificato e definito come condizione di uomini che sottomettono e sfruttano altri uomini con violenza per imporre il proprio potere. In origine è stato così, ma l’evoluzione dell’umanità stessa ha snaturato e trasformato lo stato di crudele schiavismo in qualcosa di NORMALITA' che l’uomo occidentale non solo accetta, ma addirittura promuove e fa proprio consapevolmente. Senza rendercene conto, o meglio rendendocene conto perfettamente siamo schiavi quotidianamente di una serie di comportamenti che ci condizionano la vita peggiorandone la qualità e prolungandone invece la quantità in termini di anni, convincendoci in modo subliminale di essere felici e liberi quando invece siamo scontenti, stressati e paranoici! Ogni giorno del nostro essere siamo schiavi di una evoluzione malata che ci costringe a viaggiare in auto, vestirci come imposto dal sistema, ascoltare tutti i media per essere informati in tempo reale sull’evoluzione dell’umanità alla quale apparteniamo, essere collegati 24 su 24 ore con amici e nemici tramite smartphone per adeguare i nostri comportamenti o le nostre reazioni, mangiare o fare diete secondo quanto imposto dal sistema secondo regole dettate dal mercato, lavorare o oziare secondo quanto imposto dall’economia capitalistica, stare in pace o fare guerre secondo indicazioni di chi detiene un potere geopolitico a noi sconosciuto...........siamo schiavi NON di un sistema, ma di noi stessi! Ma la cosa sconvolgente è che abbiamo l’illusione di essere LIBERI! Ahaaaaaa! Purtroppo la realtà è che siamo nati per volere di qualcuno, siamo schiavi e condizionati da una vita comunitaria alla quale ci dobbiamo adattare ed infine, ahimè, schiavi di una incomprensibile morte tanto assurda quanto immorale!"

Da Alessandro Consonni - Facebook

12 commenti:

  1. Parlarono, tante parole, rubare le parole, vero non c'è verita! Parlo nel pensiero che é meglio. Io ho bisogno nella amicizia vera, ma non c'é verità. Meglio comunicare il mio AMICO vero! Nel silenzio?...... Schiavo? No, servire!

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    1. Tu servi Dio, non sei schiavo perché la tua è una tua scelta. 🤗siempre

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  2. Scusa Anna, io non riesco per scrivere delle cose giuste! Meglio non scrivere. Buona notte, con tanta gioia!

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    1. "meglio non scrivere"??? E perché. A me scrivere fa bene, mi rilassa...
      Buongiorno caro amico 😘🤗

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  3. sì, una specie di auto inflitta condanna all'ergastolo.
    senza considerare l'ironia della durata della pena: più vivi e più s'allunga. e una conclusione che, anziché avere il sapore della liberazione, risulta beffarda. ciao

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    1. In effetti l'ho copiata perché contiene verità assolute. Noi ci adeguiamo ai tempi e non ci accorgiamo che diventiamo schiavi. Il nostri cervello non apprende più, non è più in grado di scegliere. Ed io me ne sono resa conto da quando mi hanno regalato questo smartphone. Addirittura sanno quando vado in pizzeria, e di conseguenza mi mandano pubblicità di pizzerie nei miei paraggi. Siamo controllati...brutta sensazione.

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    2. più che essere controllati siamo facili bersagli delle nostre stesse abitudini, desideri o (assai peggio) bisogni. ho utilizzato la prima persona plurale ma (almeno per quanto riguarda i bisogni) dovrei escludermi e usare la seconda :)

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    3. Personalmente mi può anche star bene di essere vittima delle mie abitudini (sono del segno del Toro, abitudinaria ) ma essere controllata mi dà un fastidio indescrivibile. Meno male che ho imparato a togliere la mia posizione dallo smart.
      Per i desideri e bisogni cerco di allontanarli perchè portano sofferenza se non appagati. Vedi buddismo.

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    4. ovviamente non m'infastidisce. prima di tutto perché non sono controllabile e poi per una questione psicologica.
      inoltre non possiedo smart né pc. buon giorno

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    5. Credo che non possedere uno Smart sia una fortuna e una liberazione (tanto per stare in tema). Ho scoperto WhatsApp all'età di 65 anni. È diventato il mio incubo da cui mi sto liberando piano piano, non rispondendo o fingendo di non aver visto il messaggino.

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    6. preferisco gli incubi notturni :)
      buonafinesettimana

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