lunedì 17 giugno 2019

Il mio modo di usare i libri

I libri, si sa - tutti i libri, non solo i romanzi - sono prodigi illusorii, meraviglie, incanti, artifici che prendono realtà, peso, sostanza, movimento, colore a seconda della luce e dell'ambiente in cui sono esposti. 
I libri non esistono in sé stessi e per sé. 
Esistono solo nel momento in cui qualcuno li legge. Non esistono Madame Bovary o il Rouge et noir, esistono tanti Madame Bovary e tanti Rouge et noir quante volte sono le volte che li leggiamo. 

E' uno spezzone dell'introduzione di Cesare Garboli al libro La storia di Elsa Morante che sto attualmente leggendo. Di Garboli lessi parecchi anni fa Un po' prima del piombo che mi piacque molto per questo il suo nome mi è rimasto impresso nella memoria.
Quando ho letto sulla copertina del libro che conteneva un'introduzione di questo critico, l'ho preso al volo in biblioteca.
Concordo sull'affermazione che i libri esistono nel momento in cui qualcuno li legge, aggiungerei, a mio modesto parere si intende, che essi in un certo senso diventano "umani"
Faccio il mio esempio per chiarire meglio il mio concetto.
Fin da ragazzina ho avuto l'abitudine, che conservo tutt'ora, che se il libro mi apparteneva, di sottolineare ciò che mi interessava. Era un mio modo di memorizzare ciò che leggevo. Per non parlare delle mie note a fianco sulla destra o sinistra della pagina. Tutto questo a matita, per poter cancellare un domani, cosa che naturalmente poi non facevo.
Un'altra abitudine, triste lo ammetto, era quella delle orecchie all'angolo della pagina in alto. La conservo anche oggi, nonostante tanti segnalibri sparsi per casa.
Ecco i libri diventano parte della mia vita, del mio modo di essere, del mio intendere la lettura, rispecchiano il mio carattere un po' controcorrente. Insomma diventano "umani" ... Almeno per me.
Ecco il mio modo di usare i libri.
Ovviamente tutto questo è riferito al libro cartaceo; per gli ebook tutta un'altra cosa, basta selezionare, copiare ed incollare; il libro preso in prestito si può "fotografare" con lo smartphone...Tutto più facile.
Mi sorge una domanda: è più divertente oggi con lo smart, o ieri con la matita?
Ai posteri l'ardua sentenza.

6 commenti:

  1. Tanta gioia Anna, comincio, ogni giorno e copiare, dopo la fine un altro libro e copiare é non ricordo. Però per copiare per cominicare meglio. Si puo' per leggere attraverso le mie riflesioni, attaccate i miei pensieri. Il tuoi post sono sempre belli!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' necessario esternare i propri pensieri o le proprie riflessioni. E tu lo fai molto bene, io ti capisco come capisco anche le tue difficoltà che con il tempo riuscirai a superare. Io ne sono sicura.
      Grazie per la tua affermazione. Sei gentilissimo. Abbraccio siempre tutto per te. <3

      Elimina
  2. Cara Anna, credo che alla fine tutti continuiamo a leggere, grazie a te.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A mio parere chi non legge vive una vita a metà.
      Abbraccio caro amico tutto per te. <3

      Elimina
  3. Per me matita ieri e matita oggi... che con gli anni, sopratutto per la saggistica, è diventata la famosa blu/rossa, famigerata, in uso ai miei tempi dai professori.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti dirò anche io vado avanti con la matita ma quella blu e rossa non lo ho mai usata. Però devo dire che, quando sono in viaggio o semplicemente fuori casa gli ebook sono di una praticità unica, leggerissimi.
      Abbraccio siempre

      Elimina