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lunedì 5 agosto 2019

Meraviglia! Oltre l'odio...

A dimostrazione che l'umanità ama ancora, che ha voglia di rinascere... Altro che odio! Mi sa che siamo noi, piccoli borghesucci, chiusi nel nostro orticello, incapaci ad andare oltre, a vedere odio.
Forse perché l'odio lo proviamo noi? Un pò come l'invidia....Sentimenti negativi che per giustificarli, li proiettiamo verso il mondo, affermando che sono gli altri ad averli.
Scommetto che direte che sbaglio!

Guardare questa immagine:

Una recinzione alta otto metri ed elettrificata taglia i rapporti tra le persone, ma non è detto che possa impedire ai bambini di giocare insieme: è questo il messaggio che l’architetto Ronald Rael e la designer Virginia San Fratello, professore associato dell’università di San Jose, hanno deciso di trasmettere installando dondoli che attraversano il muro anti-migranti voluto dall’amministrazione Trump al confine tra Stati Uniti e Messico. Testate locali hanno rilanciato un video realizzato con un drone che sorvola il nuovo “parco giochi”: invitati a partecipare bambini e adulti di Sunland Park, nello Stato americano di New Mexico, e quelli di Ciudad Juarez, oltre la frontiera messicana. Ronald Rael, che insegna alla Barkley University della California, ai giornalisti ha motivato il progetto con “le buone relazioni che legano i messicani e gli statunitensi. E andare sul dondolo – ha proseguito – serve a dimostrare che siamo uguali e possiamo giocare insieme, divertendoci. Ma anche che il muro interrompe i rapporti tra le persone“. Inoltre, ha evidenziato Rael, “se osservate bene, vi accorgerete che quello che accade da una parte genera ripercussioni anche da un’altra, e questo grazie al dondolo diventa molto chiaro”. Rael e San Fratello hanno ideato l’installazione nel 2009, ma solo qualche giorno fa è stata inaugurata e rilanciata tramite i profili social dei due ideatori, che l’hanno definita “una delle esperienze più incredibili della nostra carriera”. Le immagini raccolte dal drone mostrano le persone ridere e divertirsi insieme nei pressi della barriera, di colore nero, rispetto a cui il rosa dei dondoli crea un contrasto forte.

DiRE  (c'è anche un video)

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giovedì 1 agosto 2019

Finalmente a casa...

Vacanze finite, almeno per il momento. Adesso tocca agli altri di famiglia. 
Siamo tornati stamani sul tardi, senza fretta, abbiamo aspettato che le strade si svuotassero un po’. Tornare a casa fa un certo effetto, una specie di sbandamento nel rivederla, la mia casa, dolce casa, amata casa, il mio rifugio, voluta, desiderata, costruita a mia immagine e somiglianza, con tanto di giardinetto (ancora da finire di mettere a posto), un tavolino, due sedie, la tenda per il sole: il mio paradiso di relax…
 
Mentre mi guardo intorno per non farmi sfuggire niente, il mio pensiero va a Dio, penso alla sua generosità nei miei confronti, mi ha donato molto, lo ammetto, più di quanto avrei meritato. 
Pensiero interrotto da due braccine che mi serrano la gamba destra, una risata che sembra il gorgoglio di una sorgente, chino la testa e mi specchio in due prati verdi. 
E’ il cucciolotto di famiglia, il mio soprattutto, che mi dà il suo bentornata e capisco allora che la mia famiglia è il porto più bello. 
Quasi quasi non parto più.

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lunedì 22 luglio 2019

Anche io voglio ricordare Andrea Camilleri

Voglio farlo con questa prefazione che ho trovato su Amnesty
dove dimostra la sua grande umanità.
Prefazione di Andrea Camilleri al libro “Invisibili” pubblicato da Ega Editore  
È molto difficile, credetemi, spiegare perché non me la sento di scrivere una prefazione convenzionale a questo libro. In genere, una prefazione serve a guidare con garbo e astuzia il lettore che s’appresta a leggere, più o meno scopertamente l’invita a riflettere su un certo passo, a soffermarsi attentamente su una particolare considerazione, a sorvolarne un’altra. Bene, nel caso specifico, io non sono in condizioni di mettermi su questo piano. Sono pienamente, totalmente coinvolto, non posso fare scelte personali e meno che mai dare delle indicazioni di lettura. Piuttosto, e ne chiedo scusa, sono portato alla reazione violenta, all’invettiva.

venerdì 5 luglio 2019

Interrompo le vacanze per...

fare una mia piccola riflessione.
In questi giorni mi è capitata tramite email questo pensiero:
Qualsiasi via è solo una via,
e non c’è nessun affronto,
a se stessi o agli altri,
nell'abbandonarla,
se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare…
Esamina ogni via con accuratezza e ponderazione.
Provala tutte le volte che lo ritieni necessario.
Quindi poni a te stesso, a te soltanto, una domanda…
Questa via ha un cuore?
Se lo ha, la via è buona.
Se non lo ha, non serve a niente”.
(Carlos Castaneda - Gli insegnamenti di Don Juan )
e a me è venuto questo:
è vero quando si afferma che la verità viene prima o poi a galla. E' solo questione di tempo. Ci si può nascondere dietro questo schermo, darsi uno pseudonimo, un nickname, mettere un avatar variopinto, o mettere la nostra foto autentica; inutile, prima o poi chi realmente siamo, ciò che pensiamo, il nostro io vero esce allo scoperto.

lunedì 24 giugno 2019

L'importanza delle cose

L'importanza delle cose è diversa. Un alito di vento che ti fa sentire vivo...due parole sussurrate da un amico...la velocità del tempo che passa...sono piccoli gioielli che ti donano grandi cose mentre il resto ti riguarda meno. Sarà che ti rendi conto che non puoi più fare nulla e che è trascorso il tempo degli spadoni. Ma ti accorgi che quella non è la vita. Che la vita è quella che vai scoprendo, amandola, giorno dietro giorno ed ora dietro ora. Non ti va più di giocare ai finti grandi. Sei e resti alla ricerca di cose vere. Che poi sono le stesse che mancano alle altre per diventare grandi veramente. La VITA. La VERITA', la SPIETATA SINCERITA' e la ricerca dell'AMORE: quello di cui tu sei assetato, e quello che vuoi dare e che fai sempre più fatica a dare.... (Gigi)
E' una frase scritta dal migliore amico che ho avuto qui sul web. Mi è rimasto nel cuore nonostante sia mancato nel luglio 2010... Il pezzo che ho scelto, preso dal suo blog, è il suo modo di vedere la vita nel periodo della vecchiaia. Quando essa arriva, la vita acquista un significato diverso, fatta di piccole cose in cui non trova posto la cattiveria, la falsità, diventa importante l'amore, quello verso gli altri ma che oggi è sempre più faticoso ricevere e anche dare, chiusi come siamo nel nostro meschino egoismo.
E' stato un maestro di vita e confesso che mi manca....

lunedì 17 giugno 2019

Il mio modo di usare i libri

I libri, si sa - tutti i libri, non solo i romanzi - sono prodigi illusorii, meraviglie, incanti, artifici che prendono realtà, peso, sostanza, movimento, colore a seconda della luce e dell'ambiente in cui sono esposti. 
I libri non esistono in sé stessi e per sé. 
Esistono solo nel momento in cui qualcuno li legge. Non esistono Madame Bovary o il Rouge et noir, esistono tanti Madame Bovary e tanti Rouge et noir quante volte sono le volte che li leggiamo. 

E' uno spezzone dell'introduzione di Cesare Garboli al libro La storia di Elsa Morante che sto attualmente leggendo. Di Garboli lessi parecchi anni fa Un po' prima del piombo che mi piacque molto per questo il suo nome mi è rimasto impresso nella memoria.
Quando ho letto sulla copertina del libro che conteneva un'introduzione di questo critico, l'ho preso al volo in biblioteca.
Concordo sull'affermazione che i libri esistono nel momento in cui qualcuno li legge, aggiungerei, a mio modesto parere si intende, che essi in un certo senso diventano "umani"
Faccio il mio esempio per chiarire meglio il mio concetto.
Fin da ragazzina ho avuto l'abitudine, che conservo tutt'ora, che se il libro mi apparteneva, di sottolineare ciò che mi interessava. Era un mio modo di memorizzare ciò che leggevo. Per non parlare delle mie note a fianco sulla destra o sinistra della pagina. Tutto questo a matita, per poter cancellare un domani, cosa che naturalmente poi non facevo.
Un'altra abitudine, triste lo ammetto, era quella delle orecchie all'angolo della pagina in alto. La conservo anche oggi, nonostante tanti segnalibri sparsi per casa.
Ecco i libri diventano parte della mia vita, del mio modo di essere, del mio intendere la lettura, rispecchiano il mio carattere un po' controcorrente. Insomma diventano "umani" ... Almeno per me.
Ecco il mio modo di usare i libri.
Ovviamente tutto questo è riferito al libro cartaceo; per gli ebook tutta un'altra cosa, basta selezionare, copiare ed incollare; il libro preso in prestito si può "fotografare" con lo smartphone...Tutto più facile.
Mi sorge una domanda: è più divertente oggi con lo smart, o ieri con la matita?
Ai posteri l'ardua sentenza.

venerdì 7 giugno 2019

Il tempo e lo spazio

Non può esserci continuità nell'esistenza.
La continuità implica un'identità nel passato, nel presente e nel futuro.
Ma una tale identità è impossibile, dato che gli stessi oggetti con cui ci si identifica fluttuano e cambiano.
La continuità, la permanenza, non sono che illusioni create dalla memoria, pure proiezioni mentali
d'un modello laddove non può esserci alcun modello.
Il tempo è nella mente, lo spazio è nella mente.
In realtà, il tempo e lo spazio esistono in te; non sei tu ad esistere in loro.
Sono modi della percezione, ma non sono gli unici. Il tempo e lo spazio sono come parole scritte sulla carta; la carta è reale, ma le parole sono solo una convenzione.
Tutta l'esistenza è immaginaria.
Il tempo è infinito, benché limitato, l'eternità avviene nello spaccato del momento presente.
La manchiamo perché la mente fa la spola fra il passato e il futuro e non si ferma a mettere a fuoco il presente. Ma questa è una cosa che si può fare abbastanza facilmente, se si desta l'interesse.
(Nisargadatta Maharaj)

mercoledì 5 giugno 2019

Godi la vita

Così io ho lodato la gioia, perché non v'è per l'uomo altro bene sotto il sole, fuori del mangiare, del bere e del gioire; questo è quello che lo accompagnerà in mezzo al suo lavoro, durante i giorni di vita che Dio gli dà sotto il sole.
Mangia il tuo pane.
Godi la vita con la donna che ami durante tutti i giorni della vita della tua vanità, che Dio t'ha data sotto il sole per tutto il tempo della tua vanità; poiché questa è la parte nella vita, in mezzo a tutta la fatica che duri sotto il sole... 

Tutto quello che la tua mano trova da fare, fallo con tutte le tue forze, poiché nel soggiorno dei morti dove vai, non v'è più né lavoro, né pensiero, né scienza, né sapienza" 

(Tolstoi, Confessioni, pp. 93-94)

Tornata dal mare, ho avuto la bella sorpresa che Google ha indicizzato i miei domini. Bene ora si fa sul serio. 

sabato 1 giugno 2019

Raccontino



Come evitare il mercurio se si mangia pesce:
  • Impara a scegliere i pesci che sono meno soggetti all'inquinamento da mercurio. Si tratta dei pesci di taglia più piccola e di quelli non carnivori. Infatti il mercurio tende ad accumularsi nei pesci predatori, quelli che si nutrono di altri pesci, “ereditandone” via via la quota che le loro prede avevano a loro volta immagazzinato.
  • Per gli adulti, è bene non consumare più di una porzione alla settimana di pesci predatori, noti per la loro contaminazione da metilmercurio: parliamo di spada, tonno, squalo, verdesca, smeriglio, palombo, marlin, luccio.
  • Queste specie andrebbero alternate con altre meno contaminate: sardine, sgombri, branzini, orate, sogliole, trote, salmone e molti altri.
  • Il consumo di tonno in scatola è considerato più sicuro, perché i pesci utilizzati sono generalmente di più piccole dimensioni e quindi più giovani: il loro contenuto di mercurio è limitato.
  • Le donne che hanno programmato una gravidanza, gravide o in allattamento e i bambini dovrebbero evitare del tutto il consumo di pesci predatori per limitare i rischi del metilmercurio sul sistema nervoso in via di sviluppo.

venerdì 10 maggio 2019

!!!

«Ho visto la sua faccia ieri al telegiornale. Dipinta dei colori della rabbia. La sua voce ,poi, aveva il sapore amarissimo del fiele. Ha detto che per noi che siamo qui nella vostra terra è finita la pacchia. Ci ha accusati di vivere nel lusso, rubando il pane alla gente del suo paese. Ancora una volta ho provato i morsi atroci della paura…
Chi sono? Non le dirò il mio nome. I nomi, per lei, contano poco. Niente. Sono una di quelli che lei chiama con disprezzo “clandestini”.
Vengo da un paese, la Nigeria, dove ben pochi fanno la pacchia e sono tutti amici vostri. Lo dico subito. Non sono una vittima del terrorismo di Boko Haram. Nella mia regione, il Delta del Niger non sono arrivati. Sono una profuga economica, come dite voi, una di quelle persone che non hanno alcun diritto di venire in Italia e in Europa.

martedì 7 maggio 2019

Appello

Vorrei lanciare anche io questo appello di Marco Bazzoni, perchè mi trovo concorde con il suo pensiero. Anche io non ho mai capito il perchè i morti sul lavoro vengano chiamati "morti bianche". Semmai sarebbero da chiamare "morti rosse" visto il sangue che lasciano sul terreno oppure "morti nere" dato che ci lasciano la vita. 
Oppure chiamiamoli semplicemente per quello che sono in realtà: MORTI SUL LAVORO!

lunedì 6 maggio 2019

Tempo di votazioni

Mi è venuta in mente una poesia del grande Trilussa che la dice lunga ...

Un Gatto, che faceva er socialista
solo a lo scopo d’arivà in un posto,
se stava lavoranno un pollo arosto
ne la cucina d’un capitalista.

Quanno da un finestrino su per aria
s’affacciò un antro Gatto: – Amico mio,
pensa – je disse – che ce sò pur’io
ch’appartengo a la classe proletaria!

Io che conosco bene l’idee tue
sò certo che quer pollo che te magni,
se vengo giù, sarà diviso in due:
mezzo a te, mezzo a me… Semo compagni!

– No, no: – rispose er Gatto senza core –
io nun divido gnente cò nessuno:
fo er socialista quanno sto a digiuno,
ma quanno magno sò conservatore!

Domanda: devo andare ancora a votare?

venerdì 3 maggio 2019

"Leggère" discriminazioni???


Se non essere gay non è una colpa, deduco che essere gay è una colpa.
Da quando?  Affermazione di uno che si dichiara CRISTIANO!
Per non parlare di quel "femmine in calore" . Questo è il rispetto che il tizio ha per le donne.!

L'articolo 3 della Costituzione Italiana recita così:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".

Sto tizio invece, nel terzo millennio non solo fa ancora distinzione ma addirittura né fa una colpa!...
Conoscerà la vergogna?



Conclusione:


Troppa amarezza, per me credente, commentare oltre questa sua affermazione. Spero che le persone che lo commentano, soprattutto le donne, aprano gli occhi, su queste contraddizioni. Se così non fosse, sarebbe per me un'altra aggiunta di amarezza.

giovedì 2 maggio 2019

!!!

Chi è litigioso dimentica
che moriremo tutti;
non ci sono litigi
per il saggio che riflette sulla morte.
Pratica ciò che predichi.
Prima di cercare di correggere gli altri
fa una cosa più difficile:
correggi te stesso.
Coloro che hanno dissipato
gli anni della loro giovinezza
da vecchi intristiscono
come vecchie gru in un lago senza pesci.
Non ferire con parole crudeli.
La parole irate fanno male
e il dolore che provochi
rimbalza verso di te.
Anziché badare agli errori altrui
osserva i tuoi,
esamina ciò che hai commesso
e ciò che hai omesso di fare.


(Dhammapada)

E poi mi chiedono perchè amo il buddismo... ;-)
Interessante l'ultima frase vero?

martedì 23 aprile 2019

Libertà o schiavitù?

Ho trovato questo pensiero su FB e lo trascrivo qui perchè contiene grandi verità, anche a proposito dei famosi smartphone:

"Siamo schiavi di noi stessi

L’umanità è schiava di qualcosa o di qualcuno da quando il mondo esiste. L’uomo da quando nasce è schiavo del tempo, è schiavo del dover sopravvivere per poi essere schiavo della morte! Lo schiavismo è stato così identificato e definito come condizione di uomini che sottomettono e sfruttano altri uomini con violenza per imporre il proprio potere. In origine è stato così, ma l’evoluzione dell’umanità stessa ha snaturato e trasformato lo stato di crudele schiavismo in qualcosa di NORMALITA' che l’uomo occidentale non solo accetta, ma addirittura promuove e fa proprio consapevolmente. Senza rendercene conto, o meglio rendendocene conto perfettamente siamo schiavi quotidianamente di una serie di comportamenti che ci condizionano la vita peggiorandone la qualità e prolungandone invece la quantità in termini di anni, convincendoci in modo subliminale di essere felici e liberi quando invece siamo scontenti, stressati e paranoici! Ogni giorno del nostro essere siamo schiavi di una evoluzione malata che ci costringe a viaggiare in auto, vestirci come imposto dal sistema, ascoltare tutti i media per essere informati in tempo reale sull’evoluzione dell’umanità alla quale apparteniamo, essere collegati 24 su 24 ore con amici e nemici tramite smartphone per adeguare i nostri comportamenti o le nostre reazioni, mangiare o fare diete secondo quanto imposto dal sistema secondo regole dettate dal mercato, lavorare o oziare secondo quanto imposto dall’economia capitalistica, stare in pace o fare guerre secondo indicazioni di chi detiene un potere geopolitico a noi sconosciuto...........siamo schiavi NON di un sistema, ma di noi stessi! Ma la cosa sconvolgente è che abbiamo l’illusione di essere LIBERI! Ahaaaaaa! Purtroppo la realtà è che siamo nati per volere di qualcuno, siamo schiavi e condizionati da una vita comunitaria alla quale ci dobbiamo adattare ed infine, ahimè, schiavi di una incomprensibile morte tanto assurda quanto immorale!"

Da Alessandro Consonni - Facebook

mercoledì 10 aprile 2019

La ricerca della verità

Il valore dell"uomo non sta nella verità che qualcuno possiede o presume di possedere, ma nella sincera fatica compiuta per raggiungerla.
È famosa la scena che l"autore di questa dichiarazione, il drammaturgo tedesco del Settecento Gotthold Ephraim Lessing, aveva delineato in una sua opera. Se Dio dovesse presentarsi davanti a me, affermava, reggendo in mano tutta la verità e nell'altra la ricerca della verità e mi invitasse a scegliere, io gli risponderei: «La verità appartiene solo a te in pienezza, o Signore, a me dona soltanto la ricerca della verità».
È vero che anche per noi è possibile conquistare o ricevere in dono la conoscenza del vero, sia pure coi limiti della nostra natura. Tuttavia ciò che è fondamentale è proprio la passione e la fatica per raggiungerla.
Nell'Apologia di Socrate, Platone mette in bocca al suo maestro questa frase: «Una vita senza ricerca non mette conto d'essere vissuta». La sapienza di tutte le civiltà ha sempre immesso nell'anima questo fremito: non si vive da persone vere senza la domanda sul senso dell'esistenza, senza orizzonti ignoti e trascendenti.
Una delle grandi malattie spirituali del nostro tempo è proprio la caduta del desiderio di ricerca e di conoscenza. Ci si accontenta dei luoghi comuni, degli slogan, dell'esperienza immediata e sensibile. Instillare già nei ragazzi il gusto della riflessione, facendo loro capire che la ricerca è ben altro che un navigare su Internet è un'impresa ardua eppur necessaria. Ed è un peccato che la scuola stessa si accontenti di consegnare qualche "verità" preconfezionata, senza guidare verso gli spazi infiniti dell'anima e dell'essere.

Da Il mattutino del 21/12/2006 di Ravasi

domenica 7 aprile 2019

Trova il tempo

Trova il tempo di pensare, trova il tempo di pregare, trova il tempo di ridere. Mi è stato detto che questa frase è scritta sul portone d'ingresso della casa dei bambini abbandonati, fondata da Madre Teresa a Calcutta. La propongo in questa domenica per una ragione diretta. La sosta festiva dovrebbe lasciare tempo per pregare: è, questa, purtroppo un'oasi che si riduce sempre più, lasciando spazio al deserto delle cose, della superficialità, dell'interiorità. La dice lunga la frase che talora si coglie sulle labbra di certi praticanti: «Vado a messa il sabato sera, così poi sono libero». Tolto il dente, tolto il dolore, sembrerebbero dire del «precetto» festivo (altra infelice espressione tradizionale). La domenica è, poi, «il tempo di ridere», è il momento del riposo, come già suggerisce il Decalogo, staccando la spina del computer, il grande emblema del lavoro. Ma quanti sanno veramente riposare, sorridere, contemplare, rendere libero e sereno il cuore? Non certo quelli che s'intruppano per ore su autostrade, anche se sane sono le loro intenzioni, né quelli che s'infilano per ore nel buio squarciato dai lampi e dai suoni-tuoni di una discoteca. È raro ai nostri giorni che la giornata festiva renda le persone calme, rilassate, serene, distese; in realtà, esse al lunedì mattino sono di nuovo tese, nervose, elettriche, eccitate. Abbiamo lasciato per ultima la prima frase: «Trova il tempo di pensare». Perché non si prova mai a colmare la sete di sapere della mente e dello spirito? «Il pensiero fa la grandezza dell'uomo», scriveva Pascal nella sua opera intitolata appunto I pensieri. Ravasi

domenica 31 marzo 2019

!!!

Nella solitaria oscurità, riuscivo quasi a sentire
la limitatezza della vita e la sua preziosità.
La diamo per scontata, ma è fragile, precaria, incerta,
e può cessare da un momento all’altro senza preavviso.
Mi veniva ricordato quel che dovrebbe essere ovvio
ma troppo spesso non lo è, che ogni giorno,
ogni ora, ogni minuto,
meritano di essere vissuti bene.
(“Io & Marley” – John Grogan)

Leggo questo pensiero di Grogan e penso a quanto sia veritiero. Si pensa di essere immortali, di potere anche superare Dio con scoperte scientifiche che ci possono prolungare l'esistenza, con esperimenti oltre ogni immaginazione e non ci accorgiamo invece di chi abbiamo accanto, di chi ci chiede aiuto, della verità su ciò che siamo, esseri limitati nel tempo. Non viviamo bene, non godiamo di ciò che abbiamo a portata di mano, sempre alla ricerca di qualcosa che neanche noi sappiamo e sprechiamo il nostro tempo in futilità e sciocchezze per ritrovarsi magari alla vecchiaia con un pugno di mosche in mano accorgendoci poi che la vita è passata in un baleno e senza aver capito quanto era ed è preziosa.
Oggi mi sento in vena di riflessioni...
Sarò normale? Vabbè è domenica... 

lunedì 25 marzo 2019

Il silenzio

“V’è un grande aiuto nel silenzio. Il suo tocco ci rinnova la vita…Nel silenzio sentiamo la voce della verità.
I templi e i mercati umani echeggiano tutto il giorno e la notte del clamore delle menzogne, delle imposture e delle ciarlatanerie.
Ma nel silenzio la falsità non può vivere;  nel silenzio non si può far galleggiare la menzogna.
La menzogna  va sostenuta in aria a forza di fiato e poi lasciata cadere nel silenzio dove affonderà.
Il silenzio è la sola cosa vera della quale ci possiamo impadronire in questo mondo di sogni fugaci. Il tempo è un’ombra che svanirà con il crepuscolo dell’umanità, ma il silenzio è una parte dell’eternità. Tutto quanto è vero e durevole fu insegnato al cuore dell’uomo dal silenzio. Su tutte le nazioni si dovrebbero levare vasti templi dove la gente potesse adorare il silenzio ed ascoltarlo”

(Diario di un pellegrinaggio di J.K.Jerome)