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giovedì 2 maggio 2019

!!!

Chi è litigioso dimentica
che moriremo tutti;
non ci sono litigi
per il saggio che riflette sulla morte.
Pratica ciò che predichi.
Prima di cercare di correggere gli altri
fa una cosa più difficile:
correggi te stesso.
Coloro che hanno dissipato
gli anni della loro giovinezza
da vecchi intristiscono
come vecchie gru in un lago senza pesci.
Non ferire con parole crudeli.
La parole irate fanno male
e il dolore che provochi
rimbalza verso di te.
Anziché badare agli errori altrui
osserva i tuoi,
esamina ciò che hai commesso
e ciò che hai omesso di fare.


(Dhammapada)

E poi mi chiedono perchè amo il buddismo... ;-)
Interessante l'ultima frase vero?

mercoledì 1 maggio 2019

martedì 23 aprile 2019

Libertà o schiavitù?

Ho trovato questo pensiero su FB e lo trascrivo qui perchè contiene grandi verità, anche a proposito dei famosi smartphone:

"Siamo schiavi di noi stessi

L’umanità è schiava di qualcosa o di qualcuno da quando il mondo esiste. L’uomo da quando nasce è schiavo del tempo, è schiavo del dover sopravvivere per poi essere schiavo della morte! Lo schiavismo è stato così identificato e definito come condizione di uomini che sottomettono e sfruttano altri uomini con violenza per imporre il proprio potere. In origine è stato così, ma l’evoluzione dell’umanità stessa ha snaturato e trasformato lo stato di crudele schiavismo in qualcosa di NORMALITA' che l’uomo occidentale non solo accetta, ma addirittura promuove e fa proprio consapevolmente. Senza rendercene conto, o meglio rendendocene conto perfettamente siamo schiavi quotidianamente di una serie di comportamenti che ci condizionano la vita peggiorandone la qualità e prolungandone invece la quantità in termini di anni, convincendoci in modo subliminale di essere felici e liberi quando invece siamo scontenti, stressati e paranoici! Ogni giorno del nostro essere siamo schiavi di una evoluzione malata che ci costringe a viaggiare in auto, vestirci come imposto dal sistema, ascoltare tutti i media per essere informati in tempo reale sull’evoluzione dell’umanità alla quale apparteniamo, essere collegati 24 su 24 ore con amici e nemici tramite smartphone per adeguare i nostri comportamenti o le nostre reazioni, mangiare o fare diete secondo quanto imposto dal sistema secondo regole dettate dal mercato, lavorare o oziare secondo quanto imposto dall’economia capitalistica, stare in pace o fare guerre secondo indicazioni di chi detiene un potere geopolitico a noi sconosciuto...........siamo schiavi NON di un sistema, ma di noi stessi! Ma la cosa sconvolgente è che abbiamo l’illusione di essere LIBERI! Ahaaaaaa! Purtroppo la realtà è che siamo nati per volere di qualcuno, siamo schiavi e condizionati da una vita comunitaria alla quale ci dobbiamo adattare ed infine, ahimè, schiavi di una incomprensibile morte tanto assurda quanto immorale!"

Da Alessandro Consonni - Facebook

mercoledì 10 aprile 2019

La ricerca della verità

Il valore dell"uomo non sta nella verità che qualcuno possiede o presume di possedere, ma nella sincera fatica compiuta per raggiungerla.
È famosa la scena che l"autore di questa dichiarazione, il drammaturgo tedesco del Settecento Gotthold Ephraim Lessing, aveva delineato in una sua opera. Se Dio dovesse presentarsi davanti a me, affermava, reggendo in mano tutta la verità e nell'altra la ricerca della verità e mi invitasse a scegliere, io gli risponderei: «La verità appartiene solo a te in pienezza, o Signore, a me dona soltanto la ricerca della verità».
È vero che anche per noi è possibile conquistare o ricevere in dono la conoscenza del vero, sia pure coi limiti della nostra natura. Tuttavia ciò che è fondamentale è proprio la passione e la fatica per raggiungerla.
Nell'Apologia di Socrate, Platone mette in bocca al suo maestro questa frase: «Una vita senza ricerca non mette conto d'essere vissuta». La sapienza di tutte le civiltà ha sempre immesso nell'anima questo fremito: non si vive da persone vere senza la domanda sul senso dell'esistenza, senza orizzonti ignoti e trascendenti.
Una delle grandi malattie spirituali del nostro tempo è proprio la caduta del desiderio di ricerca e di conoscenza. Ci si accontenta dei luoghi comuni, degli slogan, dell'esperienza immediata e sensibile. Instillare già nei ragazzi il gusto della riflessione, facendo loro capire che la ricerca è ben altro che un navigare su Internet è un'impresa ardua eppur necessaria. Ed è un peccato che la scuola stessa si accontenti di consegnare qualche "verità" preconfezionata, senza guidare verso gli spazi infiniti dell'anima e dell'essere.

Da Il mattutino del 21/12/2006 di Ravasi

domenica 7 aprile 2019

Trova il tempo

Trova il tempo di pensare, trova il tempo di pregare, trova il tempo di ridere. Mi è stato detto che questa frase è scritta sul portone d'ingresso della casa dei bambini abbandonati, fondata da Madre Teresa a Calcutta. La propongo in questa domenica per una ragione diretta. La sosta festiva dovrebbe lasciare tempo per pregare: è, questa, purtroppo un'oasi che si riduce sempre più, lasciando spazio al deserto delle cose, della superficialità, dell'interiorità. La dice lunga la frase che talora si coglie sulle labbra di certi praticanti: «Vado a messa il sabato sera, così poi sono libero». Tolto il dente, tolto il dolore, sembrerebbero dire del «precetto» festivo (altra infelice espressione tradizionale). La domenica è, poi, «il tempo di ridere», è il momento del riposo, come già suggerisce il Decalogo, staccando la spina del computer, il grande emblema del lavoro. Ma quanti sanno veramente riposare, sorridere, contemplare, rendere libero e sereno il cuore? Non certo quelli che s'intruppano per ore su autostrade, anche se sane sono le loro intenzioni, né quelli che s'infilano per ore nel buio squarciato dai lampi e dai suoni-tuoni di una discoteca. È raro ai nostri giorni che la giornata festiva renda le persone calme, rilassate, serene, distese; in realtà, esse al lunedì mattino sono di nuovo tese, nervose, elettriche, eccitate. Abbiamo lasciato per ultima la prima frase: «Trova il tempo di pensare». Perché non si prova mai a colmare la sete di sapere della mente e dello spirito? «Il pensiero fa la grandezza dell'uomo», scriveva Pascal nella sua opera intitolata appunto I pensieri. Ravasi

domenica 31 marzo 2019

!!!

Nella solitaria oscurità, riuscivo quasi a sentire
la limitatezza della vita e la sua preziosità.
La diamo per scontata, ma è fragile, precaria, incerta,
e può cessare da un momento all’altro senza preavviso.
Mi veniva ricordato quel che dovrebbe essere ovvio
ma troppo spesso non lo è, che ogni giorno,
ogni ora, ogni minuto,
meritano di essere vissuti bene.
(“Io & Marley” – John Grogan)

Leggo questo pensiero di Grogan e penso a quanto sia veritiero. Si pensa di essere immortali, di potere anche superare Dio con scoperte scientifiche che ci possono prolungare l'esistenza, con esperimenti oltre ogni immaginazione e non ci accorgiamo invece di chi abbiamo accanto, di chi ci chiede aiuto, della verità su ciò che siamo, esseri limitati nel tempo. Non viviamo bene, non godiamo di ciò che abbiamo a portata di mano, sempre alla ricerca di qualcosa che neanche noi sappiamo e sprechiamo il nostro tempo in futilità e sciocchezze per ritrovarsi magari alla vecchiaia con un pugno di mosche in mano accorgendoci poi che la vita è passata in un baleno e senza aver capito quanto era ed è preziosa.
Oggi mi sento in vena di riflessioni...
Sarò normale? Vabbè è domenica... 

lunedì 25 marzo 2019

Il silenzio

“V’è un grande aiuto nel silenzio. Il suo tocco ci rinnova la vita…Nel silenzio sentiamo la voce della verità.
I templi e i mercati umani echeggiano tutto il giorno e la notte del clamore delle menzogne, delle imposture e delle ciarlatanerie.
Ma nel silenzio la falsità non può vivere;  nel silenzio non si può far galleggiare la menzogna.
La menzogna  va sostenuta in aria a forza di fiato e poi lasciata cadere nel silenzio dove affonderà.
Il silenzio è la sola cosa vera della quale ci possiamo impadronire in questo mondo di sogni fugaci. Il tempo è un’ombra che svanirà con il crepuscolo dell’umanità, ma il silenzio è una parte dell’eternità. Tutto quanto è vero e durevole fu insegnato al cuore dell’uomo dal silenzio. Su tutte le nazioni si dovrebbero levare vasti templi dove la gente potesse adorare il silenzio ed ascoltarlo”

(Diario di un pellegrinaggio di J.K.Jerome)