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lunedì 6 gennaio 2020

Veganismo

Ogni tanto leggo notizie che mi riscaldano il cuore e mi fanno sentire meno la solitudine.
Personalmente ho trattato l'argomento QUI in modo semplicistico come è il mio sentire.
Trovo assurdo che nel terzo millennio esistano ancora queste diatribe. Addirittura licenziamenti, mi verrebbe da ridere, se non trovassi il fatto tragico. 
A questo signore (notare gli occhi  lucenti, il sorriso pacato) è toccato un licenziamento, a me un accostamento a Hitler. Sì una tizia virtuale mi disse simpaticamente che anche Hitler era vegano. Non so se lo disse per disprezzo verso la mia persona in quanto vegana (cosa che non mi stupì granchè, conoscendo il soggetto) o piuttosto una sua considerazione nel pensarci folli.
Già perchè Hitler fu un folle cattivo senza ombra di dubbio, ma non tutti i folli sono tali, per nostra fortuna. Esistono folli creativi che ci hanno regalato forme d'arte meravigliose tipo Van Gogh (vegano) o Camille Claudel (per par condicio). Non so se quest'ultima fosse vegana ma folle sicuramente. Ma poi perchè chiamarli folli?
Mi viene in mente un racconto di Cechov, mi sembra che si intitoli "Il Monaco nero" in cui il protagonista aveva allucinazioni, vedeva e parlava con un monaco vestito di nero. Questo monaco, invisibile agli altri, gli diceva di non preoccuparsi di essere folle, perchè solo i mediocri erano normali, lui invece era un eletto. Non ricordo come si chiamasse il protagonista, ricordo solo che, di fronte alle affermazioni del monaco, era un uomo felice, allegro, spensierato, con tanta voglia di vivere pur nella sua pazzia. La moglie, quando se ne accorge, lo fa curare, lo imbottiscono di medicinali a tal punto da farlo diventare normale. Lui diventa talmente triste, disinteressato a tutto , si sente così mediocre che alla fine muore.
Conclusione: vegani o onnivori, folli o normali, fate la vostra scelta di cosa vogliate essere, l'importante è che siate felici.
Io ho scelto di essere una vegana folle felice. E voi?


Abbraccio siempre <3
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mercoledì 28 agosto 2019

Rieccomi

Non sono morta, non sono sparita.
Ero semplicemente e nuovamente in vacanza.
Oggi, poi, piove ed io approfitto del momento di stallo per tornare qui, sui miei blogs.
Confesso che un pò mi mancavano, ma la vita reale viene sempre prima di quella virtuale.
O no?
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venerdì 5 luglio 2019

Interrompo le vacanze per...

fare una mia piccola riflessione.
In questi giorni mi è capitata tramite email questo pensiero:
Qualsiasi via è solo una via,
e non c’è nessun affronto,
a se stessi o agli altri,
nell'abbandonarla,
se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare…
Esamina ogni via con accuratezza e ponderazione.
Provala tutte le volte che lo ritieni necessario.
Quindi poni a te stesso, a te soltanto, una domanda…
Questa via ha un cuore?
Se lo ha, la via è buona.
Se non lo ha, non serve a niente”.
(Carlos Castaneda - Gli insegnamenti di Don Juan )
e a me è venuto questo:
è vero quando si afferma che la verità viene prima o poi a galla. E' solo questione di tempo. Ci si può nascondere dietro questo schermo, darsi uno pseudonimo, un nickname, mettere un avatar variopinto, o mettere la nostra foto autentica; inutile, prima o poi chi realmente siamo, ciò che pensiamo, il nostro io vero esce allo scoperto.

lunedì 8 aprile 2019

Volare

Da un paio di giorni sono tornata al mio vecchio nick: farfalla legger@.
Sono tornata ad usare il mio nickname perché trovo che mi rappresenti. Mi piace volare leggera e avere accanto altri che abbiano la mia stessa voglia: quella di arricchirsi interiormente, di crescere, di dialogare, di scambiarsi opinioni senza per forza vedere un volto, conoscere un nome. Così semplicemente in allegria, in spensieratezza, senza sofferenza, senza costrizione alcuna.
Credo che in fondo il virtuale serva, tramite la scrittura, a far uscire la nostra anima, forse meglio che nel reale perché ci si confronta con sconosciuti che hanno avuto esperienze di vita molto diverse dalle nostre e con cui è più facile aprire il proprio cuore, descrivere i propri sentimenti, senza poi essere giudicati
Certo capitano incontri spiacevoli che lasciano l’amaro in bocca ma quando si impara a metabolizzare gli eventi e quando si capisce che comunque sono una minoranza in questo oceano, basta un caffè, un cioccolatino per far passare la paura di non essere capita, di non essere accettata e torna nuovamente il desiderio di navigare ops di volare. Almeno a me.

Il volare m'è dolce in questo mare...
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